INAUGURATO "BORGO INCANTATO"

AFFRESCO (2.30X1.50 m) – DUdA – CORRIDOI D’ARTE LICEO DUCA D’AOSTA – VIA DEL SANTO – PADOVA

Inaugurato sabato 24 febbraio, al Liceo Duca d’Aosta di Padova (via del Santo)
“Borgo incantato”, 2.30x1.50 m. Introdotta dal preside Alberto Danieli, l’opera è stata presentata dal giornalista Paolo Coltro. Bellissima l’atmosfera che si è creata fra amici, artisti e non, studenti, personale docente e non docente: voglia di sapere, di scoprire ma anche tanta voglia di lasciare libera l’immaginazione, di essere insieme parte di una festa che si è spinta fin nel cuore del “Borgo incantato”, scoprendone segreti e dettagli.

“In punta di penna” l’intervento con il quale Paolo ha introdotto tutti nel mondo di colore, di curiosità e di forme in movimento caratteristiche della pittura di Lorena Ulpiani, cogliendo dell’affresco come elemento centrale, proprio il movimento che il borgo “respira” nell’inclinarsi del campanile: accompagnato dalle geometrie della “piazzetta” sospesa che lo sostiene, rotante, al di sopra dei tetti.
Circolarità che “armonizza” anche le architetture, i vicoli accennati, i rami che entrano nudi a risvegliare il cielo. E’ stato uno dei momenti più intensi della mattinata e per me sicuramente uno dei più belli, per la profondità della lettura che Coltro ha saputo cogliere nei percorsi della mia creatività.

Altro momento indimenticabile, che farà ricordare “Borgo incantato” anche come l’affresco “con la lacrima”, è stato l’inserimento delicatissimo del racconto di una mia mattina burrascosa tra la pittrice e il suo Maestro, Vico Calabrò che nella prima settimana la ha affiancata nel lavoro e nelle lezioni propedeutiche alla tecnica.

“Era il primo giorno di muro – racconta la pittrice – mi rimproverò per la mancanza della sinopia: una doccia ghiacciata sul mio entusiasmo. Discutemmo animatamente e insieme all’accordo su come procedere, vennero giù anche le lacrime. Quelle stesse con cui Coltro ha umanizzato la calce più che con mille altre parole: tocco da cronista che lascia il segno. “Borghi incantati” – aggiunge – è un filo attraverso i secoli, tra passato e futuro; tra il cortile francescano così come appare dalle finestre ai lati dell’affresco, con la chiesa, il convento, il campanile, i rami e il suo proiettarsi in una dimensione che è “oltre”, che è accesso “magico” al un risveglio nell’immaginario. E che dall’immaginario, espresso con una tecnica antica quale l’affresco, nel suo lento ruotare, nel trasformarsi sotto gli occhi di chi guarda e lo attraversa, rimanda alla materia della fisica contemporanea, alle scoperte della quantistica”.

Divenire continuo che il preside, Alberto Danieli ha sottolineato nell’unicità del progetto DUdA – Corridoi di arte contemporanea, del quale l’affresco è parte. Danieli ha fatto notare come sia il Borgo, sia la vicina opera di Elio Armano dialoghino fra di loro, e come entrambe dialoghino con il complesso francescano, offrendo ai ragazzi approcci diversi di una stessa realtà. Anche il mattone, diventato opera nella scultura di Armano, declina quel divenire, quel costruire menti, coscienze, storia, di cui il quadrilatero francescano è simbolo meraviglioso in Padova. Mattone che è stato portato a nudo e “vestito” di immaginario nell’affresco.
E non è sfuggito nelle parole di Alberto l’aver saputo rendere naturale, inevitabile, anche quel tempo dilatato, quasi un anno, che è stato necessario a finire l’opera, tra avvii e pause. Gradevole ironia culminata nell’auspicio di Coltro per una terza opera: sì, perchè al piano di sotto, in un corridoio stupendo, affiancata dalle opere di Matteo Massagrande e Leo Borghi, e poco più lontane quelle di due amiche Antonella Benenzato e Carla Rigato, c’è anche “Jazz”, la porta che Lorena ha dipinto a olio per l’aula 31 che reca il suo nome.
Opera con la quale ha un rapporto altrettanto speciale che con il “Borgo”: realizzata direttamente a scuola, l’ha resa parte attiva della quotidianità del DUdA che allora stava ancora nascendo.

Un ringraziamento speciale è andato al Maestro Vico Calabrò che con il suo amore per l’affresco e la sua pazienza ha reso possibile tutto questo, infondendo entusiasmo in quello che per lui è stato l’impegno di una vita: tramandare la tecnica dell’affresco, oltre alle opere. Compito che la pittrice cercherà di portare avanti raccordata a Frescopolis, la scuola internazionale da lui fondata a Feltre, sostenuta dal Rotare Nord Est, che conta ormai una rete di circa 30 fra Centri permanenti o Centri cantiere sia in Italia, sia all’astero.
Anche Padova ora ha il suo Centro permanente, con base nell’atelier di Lorena: diventerà operativo con lezioni e cantieri dalla primavera.
Un programma che svilupperà insieme ai due altri Centri fondati nelle Marche, ad Ascoli Piceno e a Montefiore dell’Aso. Oltre a quello che sta nascendo a Tredozio (FC) grazie all’appoggio di un amico da sempre amante dell’arte, Pier Luigi Gentilini e del suo Mulino San Michele.

PROSSIMO AFFRESCO: Ascoli Piceno, Biblioteca Civica Gabrielli, tema: la Consapevolezza. Un altro sogno che si avvera.

Informazioni su lezioni, corsi e cantieri: info@lorenaulpiani.it
www.lorenaulpiani.it e pagine facebook
in preparazione anche cantieri/studio/vacanza

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